Il mio mondo


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Testi canzoni

Parole nel Tempo

Canzoni a cui sono legata per ricordi particolari.

EVANESCENCE


Bring me to life


Come fai a vedere nei miei occhi come se fossero porte aperte
Arrivando nelle profondità del mio corpo ove sono divenuta intorpidita.
Senza un'anima il mio spirito dormirà in un luogo freddo
Fino a che non la troverai lì e la riporterai a casa

(Svegliami)
Svegliami dentro
(Non riesco a svegliarmi)
Svegliami dentro
(Salvami)
Dì il mio nome e salvami dalle tenebre
(Svegliami)
Ordina al mio sangue di scorrere
(Non riesco a svegliarmi)
Prima che io muoia
(Salvami)
salvami dal nulla che sono diventata
Ora che so di che cosa sono sprovvista
Non puoi lasciarmi
Respira in me e rendimi vera
Riportami in vita

(Svegliami)
Svegliami dentro
(Non riesco a svegliarmi)
Svegliami dentro
(Salvami)
Dì il mio nome e salvami dalle tenebre
(Svegliami)
Ordina al mio sangue di scorrere
(Non riesco a svegliarmi)
Prima che io muoia
(Salvami)
salvami dal nulla che sono diventata
Sono ghiacciata dentro senza il tuo tocco,
senza il tuo amore.

Caro solo tu
sei la vita
in mezzo alla morte
Per tutto questo tempo non ci ho potuto credere,
non riuscivo a vedere
Chiusa nell'oscurità ma tu eri lì di fronte a me
Mi sembra di aver dormito un migliaio di anni
Devo aprire i miei occhi di fronte a tutto
senza un pensiero, senza una voce, senza un'anima
Non lasciarmi morire qui
Ci deve essere qualcos'altro da fare
Riportami in vita

(Svegliami)
Svegliami dentro
(Non riesco a svegliarmi)
Svegliami dentro
(Salvami)
Dì il mio nome e salvami dalle tenebre
(Svegliami)
Ordina al mio sangue di scorrere
(Non riesco a svegliarmi)
Prima che io muoia
(Salvami)
salvami dal nulla che sono diventata
(Riportami in vita)
Ho vissuto nella falsità, non c'era nulla dentro
(Riportami in vita)



My immortal


Sono cosi stanca di essere qui
oppressa da tutte le mie paure infantili
e se devi andare via
mi auguro che tu voglia solo andare via
perché la tua presenza ancora si attarda qui
e non mi lascerà sola
Queste ferite non sembrano guarire
questo dolore è solo troppo vero
c'e troppo che il tempo non può cancellare
Quando piangevi asciugavo via tutte le tue lacrime
quando gridavi combattevo le tue paure
ho tenuto le tue mani per tutti questi anni
ma tu continui ad avere tutta me stessa
Eri solito ad affascinarmi
con la tua vita ragionevole
adesso sono limitata dalla vita che ti sei lasciato dietro
la tua faccia ossessiona
i miei sogni piacevoli
la tua voce caccia via
tutta la sanità (di mente) in me.
Queste ferite non sembrano guarire
questo dolore e solo troppo vero
c'e troppo che il tempo non può cancellare
Quando piangevi asciugavo via tutte le tue lacrime
quando gridavi combattevo le tue paure
ho tenuto le tue mani per tutti questi anni
ma tu continui ad avere tutta me stessa
Ho provato duramente a dire a me stessa che te ne eri andato
ma nonostante questo continui ad essere con me
sono stata sola a lungo
Quando piangevi asciugavo via tutte le tue lacrime
quando gridavi combattevo le tue paure
ho tenuto le tue mani per tutti questi anni
ma tu continui ad avere tutta me stessa.



FRANCO BATTIATO


E ti vengo a cercare


E ti vengo a cercare
anche solo per vederti o parlare
perché ho bisogno della tua presenza
per capire meglio la mia essenza.
Questo sentimento popolare
nasce da meccaniche divine
un rapimento mistico e sensuale
mi imprigiona a te.
Dovrei cambiare l'oggetto dei miei desideri
non accontentarmi di piccole gioie quotidiane
fare come un eremita
che rinuncia a sé.
E ti vengo a cercare
con la scusa di doverti parlare
perché mi piace ciò che pensi e che dici
perché in te vedo le mie radici.
Questo secolo oramai alla fine
saturo di parassiti senza dignità
mi spinge solo ad essere migliore
con più volontà.
Emanciparmi dall'incubo delle passioni
cercare l'Uno al di sopra del Bene e del Male
essere un'immagine divina
di questa realtà.
E ti vengo a cercare
perché sto bene con te
perché ho bisogno della tua presenza.



La cura


Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
dalle ossessioni delle tue manie.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce
per non farti invecchiare.
E guarirai da tutte le malattie,
perché sei un essere speciale,
ed io, avrò cura di te.
Vagavo per i campi del Tennessee
(come vi ero arrivato, chissà).
Non hai fiori bianchi per me?
Più veloci di aquile i miei sogni
attraversano il mare.
Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
Supererò le correnti gravitazionali,
lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
Ti salverò da ogni malinconia,
perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
io sì, che avrò cura di te.



LUCIO DALLA


Prima dammi un bacio


Pomeriggi sotto il sole
In bocca tu tenevi un fiore come me
Tra un’ora viene buio
Vado a casa che dolore
Resta qui con me
Io ero il ladro
Tu la fata
E la vita
Una grande nevicata
Ma tu hai pianto
« Occhi per terra»
Ti han sgridato
Tu mi sposi
Te lo giuro
Hai giurato
Un altro lampo
C’era la guerra
Dio… quante volte ti ho cercata
Dio… quante volte ti ho perduta
Mi sono perso anch’io
Quanta vita che è passata
La notte ti sognavo
Mi svegliavo
Non eri tu
La vita è solo un sogno
E’ una partenza o un ritorno
Non lo so
Tanti anni in un secondo
Un lampo e tutto torna con lo sconto
Non lo so
Treni, aerei
In giro per il mondo
Quante volte si è perduto
Il mio cuore vagabondo
Sono stato due tre volte in cielo
Ho fatto tutto il cielo a piedi
Lo so che adesso non mi credi
Però…
Dio… quante volte ti ho cercata
Dio… quante volte ti ho perduta
Mi sono perso anch’io
Quanta vita che è passata
La notte ti sognavo
Mi svegliavo
Non eri tu… Non eri tu
Dio… quante volte ti ho cercata
Dio… quante volte ti ho perduta
Mi sono perso anch’io
Quanta vita che è passata
La notte ti sognavo
Mi svegliavo
Non eri tu… Non eri tu



POOH


L'anno, il posto, l'ora


L'anno il settantatre
il posto il cielo artico
l'ora che senso ha
d'estate è sempre l'alba.
L'incontro di ogni giorno con l'immensità
credo finisca qua.
Ciò che volava in alto ormai non vola più
e sto cadendo giù.
Sui ghiacci azzurri ormai
la nera ombra di rondine
è un punto quasi fermo ma
che cresce tra le nuvole.
Goccia d'acciaio inerte alle mie mani già
che si disperderà.
Ali negate al vento che ora stride di più
e mi trascina giù.
Davanti agli occhi miei
la folla delle immagini
vertiginosamente ma
per ordine in un attimo.
Colori e visi e voci della vita mia
passano e vanno via
suoni di vento e d'acqua che fermare vorrei
ma non c'è tempo ormai.
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite: "non si sa, forse tornerà".
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite "non si sa, forse tornerà".
Il bambino dorme già
e la notte è profumata
lei richiama il cane e poi
fra le mani prenderà
la coperta mai finita.
La vicina è andata via
ma le ha fatto compagnia
e domani tornerà.
È già estate a casa mia
e di notte c'è la luna
lei m'ha scritto se potrò
stare a casa oppure no
per il nostro anniversario.
C'è mia madre che non sa
se quest'anno riuscirà
a venire un po' da noi.
All'orizzonte là
il sole è un occhio immobile.
È notte ma la notte qui
d'estate è solo una parola.
Milioni di parole lascio dietro di me
milioni di perché.
Affascinata e stanca la mia anima va
verso la libertà.
E se per caso a voi
giungesse ancora la voce mia
direte questo a lei
"un uomo è vento quando vola".
E come il vento niente mai lo fermerà
non si disperderà.
E come il vento niente mai lo fermerà
non si disperderà.
E non dite a lei
"non lo rivedrai"
dite "non si sa, forse tornerà".

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