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Renato

Spazio Amici

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L'UCCELLINO


C'era una volta un uccellino con ali perfette e piume lucenti, colorate e
meravigliose.

Insomma un animale creato per volare in libertà nel cielo e rallegrare chiunque lo vedesse. Un giorno una donna vide questo uccellino e se ne innamorò. Stupefatta si fermò ad osservarne il volo con il cuore che batteva all'impazzata e gli occhi brillanti di emozione. Lo invitò a volare vicino a lei e insieme vagarono attraverso i cieli e la terra in perfetta armonia.

Lei ammirava e venerava quell'uccellino, ma poi pensò: "E se volesse conoscere le montagne lontane?" Ebbe paura. Paura di non provare mai più quel sentimento con altri uccellini e provò anche invidia per la sua capacità di volare: si sentiva sola, e allora si disse: "Preparerò una trappola. La prossima volta che arriverà non potrà più andare via”. L'uccellino innamorato tornò il giorno dopo e cadde nella trappola e fu imprigionato in una gabbia. Lei trascorreva ore a guardarlo era l'oggetto della sua passione e lo mostrava alle amiche che dicevano: "ma tu hai davvero tutto."

Poi cominciò una strana trasformazione: visto che aveva l'uccellino, e non aveva più
bisogno di conquistarlo perse interesse per lui, che non potendo volare a
poco a poco deperì: la lucentezza delle piume svanì e divenne brutto.

La donna lo guardava solo per dargli da mangiare o pulire la gabbia. Un giorno l'uccellino morì. Lei ne fu rattristata e pensò sempre a lui. Senza l'uccellino la sua vita perse di significato e la Morte andò a bussare alla sua porta.

"Perché sei venuta?" le domandò lei.

"Per farti volare di nuovo con lui nel cielo" rispose la Morte. "Se lo avessi lasciato partire e tornare lo avresti amato e ammirato di più. Ora hai bisogno di me per poterlo
rincontrare".

il Sognatore



I LAGHI GEMELLI


A Branzi, abitava un giovane,una sera incontrò una bella ragazza di Valleve e subito s'innamorarono; dedicarono la loro vita e l'amore a Gesù e Maria. Costruirono la casa a Branzi. La primavera, arrivò tutta sorridente carica di fiori freschi: rose e giacinti; l'estate portò cesti di frutta e spighe dorate; l'autunno, grasso e tondo, con grappoli d'uva, otri di vino, montagne di mele e pere, l'inverno portò gli agrumi e la neve; poi si sposarono. Vissero felici per alcuni anni: lui lavorando l'ardesia, lei infermiera; poi lui s'ammalò d'Artrite Reumatoide, lei fu operata al cuore. Il Signore e la Madonna, con un miracolo, li guarirono e per ringraziarli una mattina partirono alla ricerca del "Più bel fior del mondo": su un prato videro le Stelle Alpine, si afferrarono per mano e pregarono. Da una roccia sgorgò l'acqua che formò due laghi che si unirono; incaricarono l'Angelo Custode di donare i loro averi ai poveri. Le Stelle Alpine decisero di farsi ammirare solo dagli Angeli e da pochi coraggiosi; il Signore creò lungo il sentiero la cascata che domina Branzi, vicino ai Laghi, si costruì una chiesina dove sull'altare, le giovani coppie depongono un mazzolin di fiori, poi tenendosi per mano pregano guardando lontano....

il Sognatore



LA CLINICA DELLE DONNE


Mi recai alla clinica delle donne, incuriosito dal fatto che non c'erano maschi e sia le infermiere che le dottoresse indossavano solo il camice. Quando giunsi, costatarono le mie gravi condizioni: la temperatura segnava 87,5, un elettrocardiogramma segnalò l'urgenza di due flebo, una di grappa con donne di tutte le razze e una di cognac con bionde, rosse, more. Mezzo brillo mi recai in ortopedia poiché non riuscivo a togliere il camice alle infermiere a causa di una frattura ai polsi causata dal tentativo andato a vuoto di salvare una farfalla dalla piena del Nilo. Costatarono che ero miope, perché non distinguevo le belle dalle brutte (mi sembravano tutte bellissime). Poiché avevo difficoltà a dire la parola magica f...arfalla, pensarono fossi gay, al che diedi in escandescenza; per calmarmi mi fecero una flebo di 200 litri di Chianti, dimenticai i buoni propositi e completamente brillo mi rispedirono da mia moglie, dove giunsi felice e giulivo cantando l'Aida. Mia moglie, visto il mio stato, mi rivolse i peggiori insulti, dopo mezz'ora, tornato sobrio, la clinica delle donne divenne un ricordo.

il Sognatore



LA TRASFORMAZIONE


Le famiglie di vicini di casa avevano due figli: (maschio e femmina) coetanei e cresciuti insieme, i loro giochi terminavano sempre prendendosi a botte. L'età della scuola li separò; lui divenne un brillante ufficiale, lei una brava infermiera. S'innamorò di un bel giovane e si fidanzò. Quando l'amico tornò in licenza rivide la vicina fattasi donna; insieme trascorsero molte ore liete. Si avvicinava l'ora della partenza e per punire dell'indifferenza, l'uomo, un tempo tanto odiato e ora tanto amato, decise di uccidersi. Durante una gita sul fiume, con parenti e amici (tra cui un sacerdote) lei si gettò in acqua, lui fu lesto a imitarla e raggiuntala la tirò sulla riva, con l'aiuto di due sposini che vivevano nei dintorni. Lei riprese i sensi, dopo un lungo bacio si confessarono di amarsi e di non separarsi più. I nuovi amici gli prestarono i loro abiti di nozze, e attesero l'arrivo del battello dove il sacerdote li unì in matrimonio; e vissero felici e contenti. Come il bruco diventa farfalla, così l'antico odio diventò Amore.

il Sognatore



STRANA E MOVIMENTATA NOTTE


Il primo ad arrivare fu il gatto che si aggirava fuori dalla capanna, poi il cane e di seguito tutti gli animali. Strano, perché sembravano amici da sempre. Per ultimo arrivò il leone e disse: mi sembra di essere tornato al tempo delle elezioni, quando sull'Arca mi avete eletto vostro re. Speriamo non ci sia un altro diluvio. Arrivarono un uomo e una donna incinta e tutti gli animali si nascosero; ben presto nella capanna si udirono i vagiti di un neonato. Allora gli animali uscirono dai nascondigli e lo riscaldarono col loro fiato. Il Buon Dio li aveva radunati per dare il benvenuto a Gesù Bambino, il Salvatore del mondo. Buon Natale dal Sognatore e mia moglie Gabriella.



Cosa cercherà Gesù nei Suoi figli? Cercherà mani consumate dal lavoro, con dita tremanti e deformate dall'artrite, ma sempre pronte a fare una carezza? Cercherà piedi stanchi, che hanno camminato d'estate e d'inverno, calpestando neve, pietre, fango e ora faticano a muoversi? Cercherà occhi lucidi di pianto, o stanchi per le tante notti passate a vegliare? Cercherà una mente piena di ricordi, ma ancora capace di sognare? Cercherà tra le rughe del viso un sorriso? Cercherà un cuore grande che ha conosciuto le gioie e dolori della vita, ma sempre pronto ad amare? Cercherà in noi l'Amore, la voglia di fare del bene, la gioia di pregare, di sognare forse...

il Sognatore



A GABRY


Ho scritto Gabry sulla sabbia
il vento l'ha letto e subito s'innamorò...
poi ruffiano l'ha detto al sole
che col tuo nome
creò l'arcobaleno...
all'unica donna che amo in questa vita.

il Sognatore Renato



A GABRY


I primi fiori sono apparsi sulla terra
milioni di anni fa
l'ultimo fiore
il più bello sei tu.
I fiori sono tanti
tu sei unica.
con Amore Renato



LA NEBBIA


Lento e inarrestabile
come la nebbia autunnale
è il tuo ricordo che mi avvolge.
Mentre sussurro il tuo nome al vento
e grido al mondo il mio amore
ogni cosa mi parla di te...
poi lentamente....
la nebbia si poserà
e la sete di te si calmerà.
A Gabry con amore



SE FOSSI...


Se fossi un kamikaze
mi imbottirei d'amore
e mi farei esplodere sul tuo cuore

Se fossi un calciatore
vorrei fare gol
ogni giorno nel tuo cuore

Vorrei lanciarmi da un aereo
senza paracadute
ma con una scatola di baci da offrirti

Vorrei scalare l'Everest
per poter gridare
Gabry ti amoooooooo.



NON OCCORRE


Non occorre che chiuda gli occhi
per rivedere i sogni perduti

Mi basta guardare Gabry
e vedo l'amore

Ho chiuso in un cassetto i sogni
perché volevano vedermi piangere....

ora sono felice
perché amo Gabry.



GABRY E RENATO


Un giovane re, viaggiava nel deserto seguito da una lunga carovana che trasportava il suo favoloso tesoro d’oro e pietre preziose.

A metà del cammino, un cammello della carovana crollò sfinito e non si rialzò più. Lo scrigno che trasportava si sfasciò e sparse nella sabbia perle e pietre preziose.

Il principe non voleva rallentare la marcia, anche perché non aveva altri forzieri e i cammelli erano già sovraccarichi, a malincuore invitò il suo seguito a tenersi tutto ciò che riuscivano a portare con sé e riprese la marcia.

Raggiunta un’oasi si fermò, poi vide che una bellissima fanciulla lo seguiva ansimante e sudata: la ristorò e complice la luna che occhieggiava tra le palme, fecero teneramente l’amore...

Poi il principe le chiese: “E tu, perché non hai raccolto niente?” La giovane rispose: “Non voglio ne oro ne pietre preziose, seguivo il Re nato di cui sono pazzamente innamorata...”, e prima dell’alba il Re nato sposò la principessa che tanto amava.

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